Quaderni di Viaggio

La rete familiare
In questi giorni sto rileggendo una storia autobiografica, “Educazione” di Tara Westover. È Il racconto di una lotta per l'auto invenzione, dove la protagonista, l’autrice stessa, sta tentando di uscire da una storia di feroci legami famigliari e del conseguente straziante dolore nel reciderli. È una situazione in cui molti di noi si ritrovano, ed è uno dei percorsi più difficili da portare avanti, perché, insieme al latte materno, abbiamo succhiato le idee e i preconcetti dei nostri genitori.

Decluttering
Seguendo l'esempio di una mia vicina che ha iniziato un percorso di decluttering a casa sua, ho deciso di farlo anch'io, e di fare spazio nella mia casa eliminando tutto ciò che è superfluo o che non utilizzo più da anni.

Perché scrivere è così importante?
Scrivere mi ha sempre aiutato a mettere ordine nella mia mente. Ogni mattina mi sveglio, e, dopo aver fatto una passeggiata con il mio cane, dedico un quarto d'ora nella mia giornata frenetica, a scrivere le cose belle (o anche brutte) che mi sono successe il giorno prima, ma soprattutto mettere ordine nella mia mente vorticosa.

Credete nelle seconde occasioni?
Durante la settimana di Bookcity 2025, prendendo spunto dal mio ultimo romanzo “La Canzone di Renata”, ho parlato delle seconde occasioni che l’esistenza ci mette sul cammino, e da dove esse hanno origine. La mia protagonista, Renata, un’erborista ultra cinquantenne viene sfrattata dal suo negozio. Questo la fa entrare in crisi, perché deve ricominciare da capo, ma alla fine sceglie, dopo tante riflessioni e cambiamenti di rotta, di prendere una strada alternativa.

Oggi ho ricevuto una grande lezione da un cigno nero e da un paio di Nutrie, mentre passeggiavo riflettendo sulle rive del Lambro.

Ho deciso, per i prossimi 30 giorni sarò un Poeta. Tranquilli, non sono uscita fuori di testa. E' il mio progetto di vita per il prossimo mese. Ma forse è meglio che vi racconti come ci sono arrivata.

Oggi Facebook mi ha ricordato che è il mio compleanno. Ahimè... ho superato la boa della prima metà della mia esistenza. Questa è la cronaca di una giornata che dovrebbe essere particolare, almeno per me.

Oggi sono andata a visitare la mostra a Palazzo Reale, La grande Madre. Inquietante è dir poco. Nel web ho letto entusiastiche recensione. Quella che vi racconterò, è la mia personale versione.

Ieri, dopo anni che non ci incontravamo se non con qualche messaggio via whatsapp o email, ho telefonato ad una delle mie più vecchie e care amiche di passaggio in Italia. Abbiamo chiacchierato come se ci fossimo lasciate appena il giorno prima. Negli anni ci siamo perse e ritrovate più volte. La vita spesso ti trascina dove vuole e, anche se ci si promette di rimanere in contatto, poi non ce la si fa. Non è per mancanza di buona volontà, ma gli impegni sono tanti, e si arriva alla sera...

Chi sono io? Bella domanda! Mi frulla in testa da qualche giorno. Tutto è iniziato da quando sto leggendo un romanzo, in cui uno psichiatra chiede alla sua paziente di definirsi in tre parole, ovviamente escludendo termini che la riportino alla vita professionale. Che ci vuole? Più facile a dirsi che a farsi. Sono giorni che ci penso, e le ho trovate solo questa mattina. All'inizio mi venivano in mente, appunto, solo aggettivi legati al mio mondo lavorativo. Ma io sono solo questo?...

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