Nella trappola dell’amore: i fiori di Bach ci posso dare una mano?

Particolare del Ratto di Proserpina
Particolare del Ratto di Proserpina

Ci sono tanti tipi di amore oltre a quello romantico. Per esempio quello dei genitori per i figli, o l'amicizia. Purtroppo anche questi tipi d'amore possono essere a volte “tossici”.

Sempre più donne mi chiedono una consulenza con i Fiori di Bach, perché stremate dalla vita familiare, da amicizie troppo invadenti

La loro frase comune: “mi sembra che mi tolgano anche l’aria che respiro”.

 

Sono disperate

Donne estremamente efficienti nella vita professionale, ma schiave di mariti, figli spesso adulti, genitori anziani.

Non sanno come fare per uscire da questa situazione, sentono di odiare la loro famiglia, e nello stesso tempo, per queste emozioni, sono divorate dai sensi di colpa.

Inoltre, sono talmente esaurite, che si auto-convincono di non valere niente, anche nella sfera professionale.

Come possono aiutarci i fiori di Bach?

Ovviamente ogni donna parte ha una storia diversa, quindi i fiori di Bach consigliati saranno differenti.

Alcuni fiori di Bach  in comune, possono essere essere legati ai sensi di colpa, come Centaury, per imparare a dire di NO a tutte le richieste inopportune ed invadenti delle famiglie, che approfittano delle loro disponibilità; e Pine, per i sensi di colpa che scaturiscono ovviamente da questi No.

 

Fiori della stanchezza, per esempio Elm o Oak.

Il primo per un caricamento eccessivo di impegni che, porta, appunto ad una mancanza di stima nelle proprie capacità. Mentre il secondo, per chi, anche se sovraccarica di impegni, continua a caricarsi, tirando innanzi fino a spezzarsi.

 Ma anche Olive, perché ci si sente prosciugate da ogni energia, sia fisica che emozionale.

 

Purtroppo, spesso devo aggiungere GorseSweet Chestnut al bouquet.

La disperazione regna nella vita di queste donne fantastiche, e questi fiori le aiutano a rivedere una speranza nella  loro vita.

Consigli di lettura

Gabriella Ferraro Bologna

Nella trappola della violenza

Questo libro offre la testimonianza, attraverso una raccolta di ricordi autobiografici, del lavoro di psicologa che Gabriella Ferraro Bologna ha compiuto con donne maltrattate. In qualità di psicologa e operatrice nel sociale per circa trent’anni, l’autrice ha conosciuto il fenomeno della violenza sulle donne direttamente dalle vittime, cioè le persone più competenti riguardo questo tema drammatico.

Nello scrivere questo testo si è subito resa conto di non riuscire a separare l’esperienza professionale da quella personale ed emotiva, ma l’emotività, debitamente controllata dalla professionalità, è stata un aiuto e non un intralcio. Proprio questo intreccio ha dato luogo alle lettere qui riportate, che l’autrice ha scritto e non ha mai consegnato alle numerose donne incontrate negli anni.

Le lettere sono state lo spunto per introdurre le tematiche tratteggiate nel libro, da cui traspare chiaramente che per uscire dalle situazioni dolorose è necessaria la relazione interpersonale, purché essa sia “di qualità” ed empatica.

 


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