Orientamento al Lavoro & Fiori di Bach

trovare il lavoro che piace

Vi ho lasciato nel primo post con i Fiori di Bach per il licenziamento.

Sembra che questo post abbia influenzato anche la mia vita professionale, perché in quel periodo ho perso il lavoro.

 

Rabbia, sconcerto e tanto altro ancora.

 

Poi mi sono chiesta: E ORA?

Basta piangersi addosso, mi sono tirata su le maniche ed ho iniziato la stesura del mio curriculum.

Con sorpresa, mi sono accorta, mentre lo scrivevo, quante competenze avevo accumulato nel corso degli anni.

Già questo mi ha sollevato notevolmente il morale.

Inoltre ho notato che era ora di modificare il mio percorso, infatti il mio curriculum mi dirigeva verso qualcosa di diverso.

 

Seconda rifessione, quindi, è stato di cercare quali corsi di aggiornamento avrei potuto fare per riqualificarmi.

Detto fatto.

Sono andata su internet, ho guardato cosa propone il mercato, ho chiamato per maggiori informazioni, e mi sono iscritta.

 

Quali Fiori di Bach ho scelto per questa seconda fase?

Hornbeam per dare una struttura al mio pensiero e iniziare ad organizzarmi (mi perdo, quando devo scrivere cose noiose come il mio CV).

Questo fiore ha reso la sua stesura un lavoro interessante.

 

Wild Oat per scegliere tra tutte le opzioni che avevo davanti a me, quella che fosse più “giusta”.

 

Larch, per credere maggiormente in me stessa.

 

Mimulus, per le paure concrete, tipo “come vivo questo mesi di aggiornamento senza un’entrata sicura?”.

 

ed infine White Chestnut, per il logorio mentale che non mi fa dormire la notte.

 

In questa fase, non mi hanno aiutato solo i Fiori, ma anche la visione di un film: Gli Stagisti.

Forse non ha avuto una buona critica, ma personalmente mi è piaciuto molto e mi ha iniettato una buona dose di ottimismo: l’età non conta nulla, quando si ha voglia di ricominciare.

Ma non ve lo voglio raccontare, guardate il trailer.

Alzate lo sguardo e pensate in grande!

Ma soprattutto, OSATE!

 

Camilla

 

Scrivi commento

Commenti: 0