Il Taccuino della Memoria

Ho un appuntamento fisso tra la fine del vecchio e l'inizio del nuovo anno: scrivere una lista con gli obbiettivi e i progetti da realizzare per l'anno che sta nascendo.

Poi, durante il suo svolgimento, spunto quelli raggiunti, o li modifico, ma non li cancello mai.

 

Voglio avere ben presente la mappa del mio percorso.

 

Una mia amica argentina attaccava la sua lista sopra il letto, in modo che fosse la prima cosa che vedeva al risveglio al mattino, e l’ultima prima di chiudere gli occhi la sera.

 

Metto di tutto nella mia lista, sogni realizzabili a anche quelli un po’ più difficile da ottenere.

 

Ho ritrovato una mia lista di quando avevo circa vent’anni (era in una pagina di un libro), in cui scrivevo che volevo imparare ad andare a cavallo.

Vent’anni dopo questo sogno l’ho realizzato.

Era difficile per me da realizzare, ma non impossibile.

 

Non mettiamoci limitazioni nel chiedere.

 

Altra mia soddisfazione, alla fine dell'anno, è rileggere l'agenda dell'anno trascorso.

Per questo ne tengo una cartacea (per la cronaca, sono fedele alla Moleskine).

 

Gratifica la mia autostima leggere quanto ho fatto in un anno.

Importante averlo scritto, perché la memoria ricorda solo i momenti bui, mai quelli soddisfacenti.

Certo, non tutti quello che ho programmato lo porto a buon fine, ci sono anche parecchi insuccessi.

Ma non è un problema (o almeno non tanto), perché io, in qualunque caso, ci ho provato.

 

Voglio arrivare quel giorno che dovrò lasciare questo mondo, soddisfatta di quello che ho fatto, e senza tanti rimpianti per le occasioni che non ho voluto cogliere.

Camilla 

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