Il Treno ha fischiato

Luigi Pirandello
Luigi Pirandello

Le migliori idee mi vengono quando sono fuori dalla mia vita quotidiana.

 

A volte in treno.

I paesaggi che scorrono sotto i miei occhi, il suo movimento ipnotico, mi aiutano a lasciarmi andare.

Mi astraggo dal mondo, e lascio vagabondare la mente.

Questa si acquieta, e immagini e idee sorgono spontaneamente.

 

Oppure in riva al mare, seguendo la danza sinuosa delle onde, mi perdo nei suoi scintillii argentei.

 

O quando cammino senza meta e senza tempo per le vie della città o per un prato.

Mi incanto nei quadri che mi si mostrano davanti.

E lascio andare le preoccupazioni.

 

Per me è una sorta di meditazione.

Quando sono in questo stato, sono felice.

Il problema è che se v'incontro sulla mia strada, non vi riconosco.

Quindi scusate fin d'ora la mia maleducazione.

 

Perché vi racconto tutto questo?

Non ci credo che esistano persone che non abbiano in sè una vena creativa.

Basta solo saperla come tirarla fuori e, soprattutto, alimentarla.

Il primo passo è uscire, almeno una volta ogni tanto, dalla propria quotidianità.

Niente alimenta di più il fuoco creatore che rompere gli schemi.

 

Avete mai letto la novella di Luigi Pirandello, "Il Treno ha fischiato"?

 

“Niente, aveva risposto Belluca, sempre con quel sorriso tra d'impudenza e d'imbecillità su le labbra. Il treno, signor Cavaliere.

Il treno? Che treno?

- Ha fischiato.

Ma che diavolo dici?

Stanotte, signor Cavaliere. Ha fischiato. L'ho sentito fischiare...

Il treno?

Sissignore. E se sapesse dove sono arrivato! In Siberia... oppure oppure... nelle foreste del Congo... Si fa in un attimo, signor Cavaliere!”

 

Permettetevi quindi anche voi di ascoltare il fischio del treno come l'impiegato Belluca, e lasciatevi trasportare in fantastici luoghi, all'inseguimento dei vostri sogni. 

Camilla

 

 

 

 

 

 

 

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