L’Università è veramente la chiave del Successo?

Uno dei miei maggiori rimpianti, è di non avere concluso l'università.

Ho sempre sognato di scrivere per professione.

Non terminarla, mi ha fatto pensare di non potere realizzare il mio sogno più grande.

Ieri, durante un corso, ho parlato di questo al gruppo, e mi sono resa conto che invece alla fine l'ho realizzato.

 

Non di prendere la laurea, ovviamente, ma di scrivere, e occuparmi di redazione multimediale (l’altro mio lavoro).

Vero, ci ho messo vent’anni, ma ci sono arrivata lo stesso.

E passando per la gavetta, quindi tanto lavoro sul campo.

 

E l’Università?

Mi sarebbe servita veramente per arrivare fin qui?

 

Probabilmente no.

All’epoca non avevo la maturità sufficiente per arrivarci.

 

Stamattina, ho letto un articolo su Metro, che mi ha fatto riflettere ulteriormente.

Sempre più giovani preferiscono non finire l’università, ma passare subito al mondo del lavoro.

In particolare quando hanno un’idea brillante per la mente.

Vengono accusati di lasciarsi influenzare dai vari Steve Jobs, Bill Gates e Mark Zuckerberg.

 

Forse questi giovani hanno ragione, l’università non è più garanzia sicura di lavoro.

Non so se sia cambiata molto da quando la frequentavo io, timida ventenne, e alla facoltà di lettere moderne, uno dei corsi da seguire era quello sulla peste trattata nei Promessi Sposi.

Premetto che adoro questo libro, l’ho perfino letto due delle tre versioni del Manzoni, ma cosa mi sarebbe servito sapere tutto sulla peste per il mio corso di studi?

L'Università è veramente la chiave di successo che ci apre la strada, come ci viene spesso raccontato, per il mondo del lavoro?

 

Per carità, non voglio essere accusata di spingere i giovani all’ignoranza. Ma la cultura non è solo quella che s’insegna nell'Ateneo scelto.

Si costruisce giorno per giorno, attraverso la passione e la curiosità.

 

Prima di decidere di frequentare l’università, si dovrebbe capire cosa si vuole diventare nella vita, e quindi scegliere liberamente.

 

In questo momento, non c'è bisogno di altri giovani laureati senza arte né parte, ma di menti creative e curiose che hanno voglia d’inventarsi giorno per giorno.

E questo si realizza solo mettendosi in gioco, rischiando e andando controcorrente.

 

Camilla

 

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Commenti: 1
  • #1

    Anna C. (lunedì, 14 ottobre 2013 15:02)

    Per me è stato un periodo bellissimo non solo di grande studio ma di condivisione, di viaggi, di spensieratezza che rifarei, e poi di passione per lo studio che - hai ragione Camilla - non ti abbandona mai!!! E' una base su cui costruire, assolutamente imperfetta ma positiva.