Heather e i Vampiri energetici: hanno qualcosa in comune?

Vampiri energetici
Vampiri energetici

Quando penso a un Vampiro energetico, mi viene subito in mente una tipologia di un fiore del dr. Bach, Heather.

 

Ma prima di tutto: Chi sono i Vampiri energetici?

 

Ho fatto una ricerca su internet, per essere il più precisa possibile, e le definizioni si sprecano, per arrivare a quella più comune: sono persone che ci “succhiano” tutta la nostra energia, ma che non rilasciano a loro volta la propria.

 

Quando incontriamo una persona c'è uno scambio di informazioni e, quindi, di energia.

 

Con un un vampiro energetico questo non succede.

 

Ci sentiamo stranamente svuotate e stanche. Come se, appunto, ci avesse succhiato tutte le nostre energie.

 

Chi non ha conosciuto persone del genere nella propria vita? 

 

Quando incontravo una cliente che aveva questa caratteristica, all’inizio del mio percorso, non sapevo come crearmi una protezione.

 

Alla fine della consulenza, ero svuotata, sfinita.

 

Ovviamente con l'esperienza s'impara a schermarsi.

 

Ma non andava bene.

Chiudendomi, perdevo una parte delle informazioni che mi servivano per lavorare con lei. 

 

Ho cambiato prospettiva quando ho iniziato a riflettere attraverso la suddivisione delle tipologie del sistema di Bach.

 

E facendomi autoanalisi.

 

Mi sono resa conto che questa fase, una volta o l'altra nella nostra vita, l'abbiamo attraversata tutte.

 

In particolare quando ci sentivamo sole, abbandonate, tristi, e avevamo bisogno di sfogarci dei nostri dolori.

 

 

Erica

 

 

Bach tratteggia così Heather:

 

“Per coloro che sono sempre alla ricerca della compagnia di chiunque sia disponibile, spinti dall'irrefrenabile necessità di parlare dei loro affari con gli altri, non importa di che persone si tratti.

 

Sono molto infelici se devono rimanere soli per un certo periodo di tempo." 

 

Questo fiore, come scritto qualche riga più su, fa parte del Gruppo della Solitudine.

 

Non vi viene quindi, in mente nulla?

 

Ho finalmente capito che i Vampiri energetici sono persone che soffrono terribilmente la solitudine, concentrate su stesse ed i loro problemi, e hanno un bisogno estremo di parlarne, per condividerli e, forse, renderli meno “paurosi” di quello che sono in realtà.

 

Hanno bisogno di uno sfogo esterno, e quindi cercano chiunque sia nei paraggi.

 

Quando incontrano una persona iniziano a parlare parlare parlare, non importa se l’altro stia poi ascoltando veramente. 

 

Cambiando la mia prospettiva nel giudicare questo tipo di persone, ho imparato ad ascoltare le loro sofferenze, e a essere compassionevole, senza però compatirli.

 

Sono persone che hanno sofferto molto, e l'aiuto del fiore inverte la loro tendenza. Da gran parlatori, possono diventare buoni ascoltatori. Avendo loro stessi sofferto, sapranno essere empatici verso le persone che soffrono, perché posseggono, appunto, una grande sensibilità.

 

Ho finalmente capito che le persone che posseggono questo aspetto nel loro carattere, hanno un grande cuore e sanno aiutare nei momenti di difficoltà.

 

Basta solo sapere trasformare questo loro difetto in virtù.

Ed è ciò che insegna il dr. Bach.

 

Camilla

 

 

 

 

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Commenti: 4
  • #1

    Anna Liberesa (martedì, 17 settembre 2013 11:23)

    Se non è uno stato transitorio, i vampiro energetico può essere anche una persona con disturbi del comportamento, come il narcisista. Manca l'empatia e, in questo caso, non si può fare nulla anche perché difficilmente si renderanno conto di aver bisogno.

  • #2

    camilla (martedì, 17 settembre 2013 11:25)

    Ciao Anna Liberesa. I vampiri sono persone che hanno sofferto nella loro vita, per questo sono diventati così. Vero che alcune persone hanno questo tratto caratteriale più accentuato, ma dalla mia esperienza, sono convinta che Heather sia un valido aiuto in questi casi.

  • #3

    Stella Ubiali (martedì, 17 settembre 2013 11:25)

    Camilla scusa l'ignoranza...mi puoi tradurre in fatti cosa significa "essere compassionevole ma senza compatirli"? Intendi ascoltare le loro sofferenze ma senza dare loro ne ragione ne torto
    (riportato da FB)

  • #4

    Camilla (martedì, 17 settembre 2013 11:26)

    Ascoltarli con partecipazione e simpatia, ma senza compatirli con superiorità o sufficienza