La storia dei Viaggiatori

La Storia dei Viaggiatori

Edward Bach, 1934

La storia dei Viaggiatori, Edward Bach, 1934

Nel 1934 Edward Bach scrisse una breve storia, sotto forma di fiaba moderna, La Storia dei Viaggiatori. In questa fiaba racconta un viaggio di sedici persone, o meglio di sedici rimendi del suo repertorio, che partono per un’escursione nella foresta. In questo viaggio emergeranno i loro difetti che durante il percorso, si trasformeranno nelle loro doti. Mi piace rileggerla ogni tanto, perché è sempre così attuale.

Vi lascio anch’io con questa fiaba per darvi appuntamento a settembre con nuove storie.

Buona Estate!

 

C’era una volta, e sempre c’era una volta, sedici viaggiatori che partirono per un’escursione attraverso una foresta.

Al principio tutto procedeva bene, ma dopo che essi si erano un po’ addentrati nella foresta uno del numero, Agrimony cominciò a preoccuparsi se essi fossero sul giusto sentiero. Più tardi nel pomeriggio poiché si cominciava a fare scuro, Mimulus iniziò ad avere paura, paura che loro avessero perso la strada. Quando il sole tramontò e l’oscurità si fece più cupa e i rumori della foresta nella notte si facevano sentire attorno a loro, Rock Rose divenne pieno di terrore ed era in uno stato di panico. Nel mezzo della notte quando tutto era buio, Gorse perse tutta la speranza e disse: ‘Io non posso andare oltre; voi proseguite, ma io rimarrò qui e vivrò fino a che la morte mi libererà dalle mie sofferenze’.

Oak, d’altra parte, sebbene sentisse che tutto era perso e che essi non avrebbero mai più rivisto la luce del sole, disse: ‘Io lotterò fino all’ultimo’, e si agitò convulsamente.

Scleranthus aveva qualche speranza ma a volte soffriva di tale incertezza e indecisione, che prima voleva prendere una strada e, quasi contemporaneamente, ne voleva prendere un’altra.

Clematis si trascinava con calma e pazienza, preoccupandosi così poco se stesse per sprofondare nell’ultimo sonno profondo o se stesse per uscire dalla foresta.

Gentian a volte incoraggiava molto il gruppo, ma talora si sentiva in uno stato di sconforto e depressione.

Gli altri viaggiatori non avevano mai paura, desideravano solo porvi un termine e, a loro modo, volevano tanto aiutare i loro compagni.

Heather era molto sicuro di conoscere il sentiero e voleva che tutto il gruppo prendesse la sua strada.

Chicory non aveva preoccupazioni sulla fine del viaggio ma era molto ansioso se i suoi compagni avessero indolenzimento ai piedi o se fossero stanchi o se avessero abbastanza da mangiare.

Cerato non aveva molta fiducia nella sua opinione e voleva cercare ogni sentiero per essere sicuro di non sbagliarsi.

Centaury, mite e piccolo, voleva così alleggerire il fardello da essere pronto a portare il bagaglio di ognuno. Sfortunatamente per il piccolo Centaury, egli portava il fardello di quelli che erano capacissimi di sorreggere il proprio solo perché chiamavano a voce più alta.

Rock Water, tutto infervorato per aiutare, avviliva un po’ il gruppo perché tendeva a criticare dove essi stavano sbagliando e malgrado tutto Rock Water conosceva la strada.

Vervain avrebbe pure dovuto conoscere abbastanza bene il sentiero, sebbene fosse diventato un po’ disorientato, mostrava in continuazione l’unico modo di uscire dalla foresta.

Impatiens, anche, conosceva bene il sentiero di casa, così bene che era impaziente con quelli meno veloci di lui.

Water Violet aveva già percorso quella strada e conosceva la via giusta e, tuttavia, era un po’ orgoglioso e un po’ sdegnoso che gli altri non capissero. Water Violet li considerava inferiori.

E finalmente tutti attraversarono la foresta. Ora essi guidano gli altri viaggiatori che non hanno fatto prima l’escursione, e, poiché sanno che c’è un sentiero da attraversare, e poiché sanno che il buio della foresta è solamente l’oscurità della notte, essi passeggiano come “gentiluomini senza paura”, e ognuno dei sedici ospiti di passaggio insegna a suo modo la lezione, dando l’esempio necessario.

 

Agrimony cammina a grandi passi in avanti libero da ogni preoccupazione, e scherza per qualsiasi cosa. Mimulus può sperimentare di non aver paura.

Rock Rose nei momenti più bui è proprio un ritratto di coraggio calmo e sereno.

Gorse nella notte più nera racconta del miglioramento che otterranno quando il sole sorgerà di mattina.

Oak sta fermo nella tempesta più violenta.

Scleranthus passeggia con perfetta certezza.

Gli occhi di Clematis sono puntati con gioia alla fine del viaggio, e nessuna difficoltà o contrattempo può scoraggiare Gentian.

Heather ha imparato che ogni viaggiatore deve passeggiare a suo modo e cammina a grandi passi con calma in avanti per mostrare che questo si può fare.

Chicory attende sempre di dare una mano, ma solo quando richiesta, e quindi con calma.

Cerato conosce proprio bene i piccoli sentieri che non conducono in nessun posto e Centaury cerca sempre il più debole che trovi il suo fardello pesante.

Rock Water ha dimenticato di criticare, egli trascorre, appunto, tutto il tempo ad incoraggiare.

Vervain non predica più a lungo ma indica silenziosamente la strada. Impatiens sa che non deve affrettarsi ma indugia fino all’ultimo per mantenere il passo; e Water Violet, più come un angelo che come un uomo, passa fra il gruppo come un soffio di vento caldo o un raggio di luce splendente del sole, benedicendo tutti”.