Consigli utili per sopravvivere da disoccupati

Il mio ufficio d'estate
Il mio ufficio d'estate

Sulla scia di un post precedente,  mi sono chiesta da cosa derivi questo forte bisogno di avere un lavoro fisso (oltre che da uno stipendio, non si pagano le bollette con i sogni, lo so).

 

E ho fatto un piccolo elenco:

 

  • Bisogno di sentirci attivi e responsabili.
  • Sentirsi riconosciuti dalla Società
  • Appartenenza ad una collettività,
  • Identificazione sociale (di cui sentiamo un estremo bisogno).
  • Dare una struttura al nostro tempo quotidiano.

 

Ma il mondo del lavoro è cambiato nel frattempo.

Mentre prima era lineare (dalla scuola alla pensione, fissi con un unico lavoro), ora è un processo ciclico molto più veloce.

Non si ha più la garanzia di un lavoro fisso a tempo indeterminato.

 

Quindi, quando si è senza lavoro, come ci si sente?

 

All’inizio sicuramente sperduti, abbiamo troppo tempo a disposizione.

Ci sentiamo isolati socialmente ( i nostri amici lavorano e hanno famiglia, e non hanno quindi tempo per noi).

Ci si sente inutili, in questo società laboriosa ed efficiente.

Ci si domanda Chi sono? A che cosa servo?

Si è in ansia per il futuro.

 

Di tutto questo ne parla esaurientemente Simone Perotti nel suo libro “Adesso basta”.

 

Come superare tutto questo?

 

Io non ho la bacchetta magica, e nemmeno  una ricetta magica per risolvere questi problemi.

Ma da tutto questo ci sono passata, quando ho deciso di scendere dal treno.

 

Quello che vi posso passare, è la formula “magica” che ho utilizzato io con i Fiori di Bach, e continuo a utilizzare.

 

Quando si vive in questo modo, si ricade spesso nella paura di non farcela.

 

Senza un lavoro, come ho anticipato prima, i primi tempi ci si sente inadeguati, con la paura di non farcela con i soldi e di  trovare un lavoro migliore, colmi di pensieri assillanti che ci torturano la mente.

 

Il primo bouquet di fiori per aiutarmi a superare questo step,  è composto da:

Mimulus, perché trasforma le nostre paure in coraggio di affrontare i problemi con senrenitò e decisione quando si presentano;

Larch, per recuperare la fiducia nelle nostra capacità

White Chestnut perché i pensieri non ci torturino più la mente, e quindi ritrovare la serenità

 

Altro grosso problema, almeno lo era stato per me, era avere tutto questo tempo libero davanti a me, e non sapevo come utilizzarlo.

Perdevo tempo facendo mille cose inutili, ed ero stanca, anche se non facevo nulla.

 

Ho imparato a non fare progetti a lungo termine, ma programmare a breve, vivere il Qui e Ora, facendomi anche delle liste delle attività che mi interessava fare, o dei luoghi da visitare.

Vederli scritti mi aiuta a metterli poi in atto.

 

Mi ha anche aiutato Hornbeam, che ha dato forma alla mia giornata,  a non procrastinare (io ero una maestra in questo!), e quindi sono riuscita a rendere la mia vita più piena ed interessante.

 

Ma la vita non è solo questo.

Le bollette non si pagano con i sogni.

 

Dovevo reinventarmi, trovare qualcosa di pratico che mi permettesse di guadagnare.

Clematis mi ha aiutato a portare i miei progetti dal mondo dei Desideri, a quello della Realtà. Inoltre mi ha aiutato a trovare gli strumenti per concretizzarli

Hornbeam, mi ha aiutato a fare una cernita tra i tanti progetti in mente, e capire quali erano i più realizzabili.

Ancora Mimulus più Larch, per avere la faccia tosta di affacciarmi al mondo del lavoro con il mio progetto.

 

Questo è ovvimente solo l’inizio di un percorso.

Ma come scrivo sempre, da qualche parte si deve iniziare.

 

Ovviamente se avete qualche consiglio da dare, scrivetemi!

 

Vi lascio con una bellissima citazione di Arianna Huffington

“Per lavorare meglio, per essere più creativi, bisogna imparare a spezzare il tran tran infernale, guardare il mondo con distacco, e prendersi cura di sé”

 

Camilla

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Commenti: 1
  • #1

    Maria Silvia Stefanoni (mercoledì, 10 luglio 2013 15:07)

    Ci sono passata anch'io e anche più di una volta, con l'aggiunta che a reinventarsi eravamo in due con bimba a carico, quindi capisco perfettamente di quali "emozioni" stiamo parlando, potrei scriverci un manuale di sopravvivenza. E come dico sempre...meno male che esistono i Fiori!