Come si fa a scoprire il proprio talento?
Qualche giorno fa ho letto da qualche parte una frase che mi ha colpito molto: “Tutti al mondo possiedono un’abilità o un’inclinazione che, se incoraggiata da circostanze favorevoli, guiderà il resto della loro vita”.
Anche il dr. Bach scriveva qualcosa del genere in “Guarisci te stesso (1931), “Ciascuno di noi scende sulla Terra con lo scopo preciso di acquisire una particolare virtù (come la compassione, la fermezza, il coraggio o la pace interiore) e di svolgere un compito specifico legato al proprio talento”.
Ma che cosa è di preciso un talento?
Ognuno di noi nasce con una predisposizione naturale, una passione o un'abilità unica che ci permette di apprendere, svolgere o eccellere in un'attività specifica con grande facilità.
Quindi a noi non resterebbe che tirare fuori “dal cappello” un talento e svilupparlo.
Facile a dirsi, non così tanto a farlo, mi direte.
Io ho provato a realizzare il mio (sono abbastanza soddisfatta dei risultati raggiunti), e anche se non ho una ricetta da consigliarvi, vi posso però raccontare il mio percorso.
Il mio sogno fin da bambina era di diventare una scrittrice, ho sempre amato scrivere e leggere, e non ricordo giorno in cui non avessi la penna in mano, ma la vita mi ha portato su un’altra strada.
Scrivere non paga le bollette… chi mai pubblicherà le tue storielle?!?
Così mi accontentavo di scrivere sul mio blog e di seguire laboratori di scrittura, ma nulla più.
E poi è arrivato il Covid, e un’editrice che ha creduto in me (grazie Susanna!), e infine l’uscita del primo romanzo, seguiti da altri due.
Certo non mi mantengo con i miei libri, come quasi nessuno degli scrittori (per farcela devi essere super famosissima) ma quando scrivo, entro in uno spazio senza tempo tutto mio, dove vivo in compagnia dei miei personaggi e ascolto le loro storie.
Questo è uno dei motivi per cui mi alzo tutte le mattine.
Non sempre però è così semplice individuare il proprio talento.
Durante una passeggiata nel parco, l’arcano del Bagatto mi è venuto in aiuto e mi ha suggerito un paio di riflessioni che vi potrebbero aiutare.
Per chi non ha familiarità con i Tarocchi, il Bagatto è la prima carta degli Arcani Maggiori (in realtà la prima sarebbe il Matto, ma è la carta senza numero).
Viene rappresentato come un giovane uomo con gli strumenti del suo mestiere disposti su un tavolo davanti a sé.
Viene anche chiamato il Mago, perché è colui che, con destrezza, estrae l’inaspettato dalle situazioni ordinarie, lasciandoci di stucco. In sostanza, questa carta ci insegna che possediamo già in potenza tutto ciò di cui abbiamo bisogno, dobbiamo solo riconoscerlo e trasformarlo.
Questo talento però non può fiorire nel vuoto, ma ha bisogno di un terreno fertile, ovvero di insegnanti, mentori o circostanze favorevoli che la riconoscano e la incoraggino.
Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale coltivare la curiosità: il desiderio di imparare ed esplorare oltre i confini della nostra quotidianità, superando i limiti della zona di comfort. In questo percorso, dialogare con chi non conosciamo e ha una prospettiva diversa dalla nostra diventa una preziosa fonte di insegnamento. Personalmente amo parlare con chiunque; ricordo ancora lunghe e ricche conversazioni in treno con perfetti sconosciuti. Il bello del confronto non sta nell'imporre la propria idea, ma nell'apprendere dall'altro. Questo approccio si alimenta anche attraverso l'arte e la cultura: frequentare mostre, vedere film e ascoltare musica in territori espressivi che non abbiamo ancora mai esplorato.
Ma sopra ogni cosa dobbiamo credere in noi stesse, fare le cose che ci piacciono fare, non per gli altri, ma per noi, senza aspettare il giudizio o la lode altrui, perché la nostra felicità non può dipendere dal permesso di qualcun altro. Quando smettiamo di cercare l'approvazione esterna, iniziamo finalmente a vivere davvero.
Scoprire il proprio talento può trasformare radicalmente la vita di una persona, perché offre una direzione precisa, una motivazione costante e un profondo senso di realizzazione che dura tutta la vita.
