Perché scrivere è così importante?
Scrivere mi ha sempre aiutato a mettere ordine nella mia mente.
Ogni mattina mi sveglio, e, dopo aver fatto una passeggiata con il mio cane, dedico un quarto d'ora nella mia giornata frenetica, a scrivere le cose belle (o anche brutte) che mi sono successe il giorno prima, ma soprattutto mettere ordine nella mia mente vorticosa.
Lascio andare la stilografica sulla carta, quasi in modo istintivo, e scrivo. Ed escono pensieri o idee che non sapevo mi appartenessero, incoraggiamenti ad andare avanti, storie del mio passato che pensavo aver dimenticato.
È il mio momento di meditazione per mettere in ordine idee che arrivano in massa, si accavallano e scivolano via velocemente, lasciandomi spesso la sensazione di aver perso qualcosa di importante. Trovo sempre il tempo (se non al mattino, durante la giornata o prima di andare a dormire) per ritagliarmi del tempo, perché è un gesto semplice, che però migliora tutto il resto. Non c'è bisogno di essere scrittrici, perché possono farlo tutti.
Tenere un quaderno è un'abitudine che ho ormai da più di trent'anni. Lui è l'amico a cui posso raccontare tutto, di sicuro non mi giudica. Ma soprattutto è un'abitudine che ha migliorato la mia esistenza, perché ora i pensieri non scivolano più via come sabbia tra le dita, ma rimangono impressi su carta, e posso rileggerli quando mi servono (i miei quaderni sono tutti conservati in un baule in cantina).
Ve la raccomando, vale la pena provarci, perché certe cose diventano più leggere solo quando trovi il coraggio di raccontarle a te stessa, e scrivere è un modo gentile per farlo.
Un passo alla volta, ogni giorno per qualche minuto.
Alla ricerca delle proprie Radici
Scrivere mi ha aiutato a ricostruire le mie radici, perché noi siamo come un albero, se abbiamo buone radici, possiamo sviluppare un tronco sano e dei rami ricchi di fiori e foglie.
Ma se le nostre radici sono malate, rischiamo di appassire.
Me ne sono resa conto mentre scrivevo il mio romanzo Pazza. Infatti mi ha profondamente cambiato conoscere i miei antenati, perché mi ha aiutato a costruire un forte senso di identità, resilienza e appartenenza, rivelando come il passato possa plasmare il presente e, inoltre, fornendomi spunti per affrontare le sfide future.
In questa società contemporanea e superficiale, dimentichiamo spesso quanto sia importante ricordare che non siamo “un filo singolo”, ma facciamo parte di un intreccio molto più complesso di quello che consideriamo.
Da quel libro ho iniziato ad approfondire la psicogenealogia, una materia che mi appassiona da diversi anni, e che analizza le storie familiari e gli eventi del passato (traumi, segreti, successi, ecc.), e che influenzano la vita attuale di una persona, spesso a livello inconscio.
Così quest'anno ho pensato di abbinare la mia passione per la scrittura con quest'ultima, proponendo dei percorsi dedicati alla scrittura e alla ricerca dei propri Antenati.
Se vuoi saperne di più, visita la pagina dedicata CLICCA QUI
