Graziella Pandiani: Fiori  & Cristalli

Opale lattiginoso
Opale lattiginoso

Rincontriamo Graziella Pandiani, che abbiamo conosciuto per la Giornata Mondiale dedicata alla Floriterapia.

Ma questa volta voglio parlare con lei di Floriterapia & Cristalli.


Graziella è un’esperta sia di Fiori di Bach che di quelli Australiani, secondo il metodo di Ian White, ed è anche un esperta di Cristalloterapia.

Seguendo un suo percorso, che a breve ci racconterà, ha combinato insieme Fiori  & Cristalli.


Ovviamente, per me che arrivo dal mondo dei Minerali, questo binomio mi ha subito conquistato.

Ne è nata una bellissima chiacchierata.

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La Grande Madre (o la Crudele Matrigna?!?)

Oggi sono andata a visitare la mostra a Palazzo Reale, La grande Madre.

Inquietante è dir poco.

Nel web ho letto entusiastiche recensione.

Quella che vi racconterò, è la mia personale versione.

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Prima Giornata Mondiale dedicata alla Floriterapia

Graziella Pandiani
Graziella Pandiani

Qualche giorno ho letto su Facebook, che il RIF, per celebrare la nascita del dr. Eduard Bach, ha organizzato una giornata Mondiale dedicata alla Floriterapia:  Flowertherapy World Day.

 

Che  fantastica idea per far conoscere i diversi sistemi floriterapici nel Mondo, mi sono detta.

Ho quindi chiesto a Graziella Pandiani, Membro del consiglio direttivo del RIF – Registro Italiano Floriterapeuti, di raccontarmi cosa è stato organizzato per quel giorno.

 

Graziella è Specializzata in Floriterapia, in particolare nei Fiori di Bach e quelli Australiani,  e insegna  presso la scuola di Floriterapia CNM Italia di Padova. Organizza anche corsi di Cristalloterapia in abbinamento ai rimedi floreali, per Floriterapeuti.  Potete trovare altre info su di lei sul suo sito web: Fiori & Cristalli.

 

 

Graziella, ci racconti come vi è nata questa idea?

 

Il 24 settembre è la data di nascita del dr. Bach, e volevamo celebrarla a livello mondiale, per ringraziarlo perché è stato il precursore di tanti repertori floriterapici.

Per tutta la settimana che va dal 20 al 27, in farmacie, erboristerie e studi che hanno dato la loro adesione, verranno predisposti angoli per espositivi dei rimedi floreali.

Domenica 27 settembre ci sarà quindi un Meeting a Milano, al Palazzo delle Stelline, dove ci saranno espositori, conferenze, tavole rotonde e workshop dedicati alla Giornata

 

Ci puoi dare qualche anticipazione?

 

Vi anticipo tre interventi già confermati. Il primo è con Danila Cattaneo, psicologa infantile, che ci parlerà del Pensiero di Bach e l’educazione infantile.

Ci sarà anche un intervento di Simonetta Marucci, medico, specializzata in disturbi dell'alimentazione, e parlerà di questi associati alla Floriterapia

 Infine dal Texas, arriverà Judy Griffin, di origini italiane. Lei ci racconterà della sua famiglia che da ben quattro generazioni si occupa di un giardino dedicato ai Fiori di Bach.

 

Saranno proiettate delle interviste video con Ian White, Christian Barnard, Ricardo Orozco, Richard Katz e Patricia Kaminsky. Ma aspettiamo  ancora altre adesioni.

 

Inoltre Nazioni da tutto mondo hanno mandato la loro consenso.

L’Argentina e il Messico faranno negli stessi giorni un gemellaggio di eventi con l’Italia.

Al di fuori della sala, le casa produttrici esporranno stand con tutti i sistemi floriterapici.

Alcuni nomi tra i più noti: Loacker, Di Leo, Guna, Bush Flower, etc.

 

Come ci si può iscrivere all’evento?

 

L’evento è gratuito e l’iscrizione è aperta a tutti, inviando un’email:

segreteria@flowertherapyworlday.com

Ma affrettatevi, i posti sono limitati!

 

Camilla

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Alzheimer & Fiori di Bach

Conosco Graziano Nicoli, l’ingegnere dei Fiori, come veniva chiamato per il suo lavoro, appunto di ingegnere,  fin dal 2006.

Frequentavamo insieme la scuola triennale di Floriterapia a Milano, poi concluso da lui con una tesi sui Fiori a Sostegno dei familiari di malati di Alzheimer.

Ha continuato e tuttora continua, a Modena, a prestare aiuto a molte persone sofferenti, anche con attività di volontariato per malati di Alzheimer e i loro familiari.

Nel suo lavoro come consulente dei Fiori di Bach, mette tutto l’entusiasmo che lo contraddistingue, anche se è sempre piuttosto 'difficile' trovare riscontro nelle istituzioni ufficiali.

I Fiori di Bach possono essere un valido aiuto in tematiche come queste, non hanno controindicazioni né alcun tipo di interferenza con i medicinali, non contenendo principi attivi.

Quindi perché non utilizzarli per fare stare meglio emozionalmente i pazienti e i loro cari?

Del resto una maggiore serenità ed un modo più consapevole di affrontare i problemi, fa subito stare meglio non solo chi assume i Fiori, ma anche chi gli sta intorno.

 

Graziano, perché hai scelto questa tematica?

Ho scelto l'ambito dei familiari di malati di Alzheimer perché da anni aiutavo un mio amico medico, geriatra, professore universitario, a migliorare il suo rapporto con l'informatica, ed anche l'Associazione di cui lui era ed è tuttora consulente medico.

E' venuto naturale scegliere un ambiente dove si vedeva molta sofferenza, dove ero già introdotto, e godevo di un benevolo o almeno non ostile sguardo medico (il mio amico ha poi fatto da supervisore alla tesi) 

La mia tesi era incentrata sui parenti che si occupano dei malati di Alzheimer.

Poi, in un secondo momento, su richiesta di quest’ultimi, iniziammo a darli anche ai malati.

Importante precisare che i parenti che prendevano i Fiori erano molto  più sereni, quindi anche i loro cari, che sentivano la loro energia, stavano poi meglio.

E questo era già stato un grande risultato.

I risultati per la mia tesi erano stati testimoniati da strumenti psicometrici (test) di uso consueto nei protocolli di ricerca, in uso nella facoltà di Medicina di Modena.

 

Secondo la tua esperienza, ci sono dei Fiori di Bach che ricorrono nei malati?

Alcuni si.

Ovviamente poi devono essere scelti secondo la personalità del paziente.

Tra questi ricordo Clematis, perché i malati si sono persi in un loro mondo astratto. Questo fiore li aiuta a ritornare nel qui e ora. Quindi Honeysuckle, perché vivono nel passato.

Cherry Plum perché la malattia di tipo Alzheimer si manifesta come caos cerebrale. Infine Chestnut bud, perché in genere sono disconnessi dalla realtà.

 

Ci sono stati effetti collaterali?

Assolutamente si, e dei più inaspettati.

Parliamo però di effetti collaterali sui familiari, non sui pazienti.

Nella mia tesi venivano seguiti solo i parenti. Non ho dati controllabili con i malati in quel periodo.

Sparivano malanni a cui noi non avevamo prestato attenzione, come mal di schiena, dolori articolari, insonnia; oppure si evidenziava un miglioramento fisico con conseguente spostamento di esami clinici non ritenuti più necessari, etc.

Insomma, risolvendo problemi emozionali, sparivano anche problemi fisici.

Quindi non è male come risultato!


Graziano, gentilmente, mi  ha autorizzato ad allegare una sua relazione di quegli anni.

E’ quindi possibile scaricarla


Per contattarlo direttamente: nicoli@studionicoli.com


Camilla

 

 

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Tango & Fiori di Bach

Quando ho iniziato a prepararmi per l’intervista con Cosima Ciriaci (Mina), ho navigato su Google.

Ma il Tango non si può leggere, si deve sentire.

Quindi ho ascoltato i CD di Astor Piazzolla, ho guardato video su YouTube, letto libri che parlano del Tango.


Insomma, alla fine mi ha catturato.

Le appassionate parole di Mina hanno fatto il resto.


Ma iniziamo…


Mina, ci racconti chi sei?

Sono una Naturopata, specialista in floriterapia e fitoterapia spagirica, allenatore di Taichi e operatore Tiuna, riflessologa. Studio e sperimento l’agricoltura biodinamica e conduco gruppi residenziali di Ampeloterapia. Presidente e docente nei corsi di formazione in naturopatia con Zefiro Lumoi.

E ho unito la per passione per il Tango alla Naturopatia 

 

Come è nato il tuo amore per il Tango?

Appartiene al mio passato.

E’ un ricordo gioioso del cuore, ricordo mio zio, al pianoforte e con la fisarmonica e la musica del tango, lui mi ha passato la sua passione.

Qualche anno fa ho iniziato a frequentare un’Associazione a Taranto. 

Il Tango è una danza sociale, olistica, non serve esibirsi, ma a connettersi. Si balla in ronda (cerchio), e la connessione con il partner si condivide in pista contemporaneamente ad altre coppie rispettando lo spazio di tutti.

Ballo il Tango Milonguero.

Si danza abbracciati, guancia contro guancia, i corpi allacciati. La Donna ha gli occhi chiusi. È il Compagno che la conduce attraverso il plesso solare.

La donna cerca l’ascolto della musica dal corpo dell’uomo. L’uomo sente e ascolta in maniera differente, con pause rallentamenti, marche soavi, sempre in connessione. Il tango diventa ogni volta un momento unico.

E’ un ascolto di cuori attraverso il silenzio. 


Giocando, proviamo ad associare dei Fiori di Bach ?

Sicuramente Holly, perché è condivisione, unità ed interezza con il partner.

Nel Tango, come ho detto prima, è l’Uomo che guida e decide. Quindi potrebbero essere Larch, per l’indecisione del comando da dare, e Elm, per l’ansia o la preoccupazione di sbagliare.

Il segreto del Tango sta in quell’istante d’improvvisazione che si crea tra passo e passo,  il “qui e ora”.

Quindi la coppia deve essere concentrata nel momento presente, l’Uomo per dare il comando, e la Donna per riceverlo. Quindi sicuramente Clematis.


La Donna nella coppia, che ruolo ha?

Lei si affida e si lascia guidare, ma non è assolutamente passiva. La Donna converte in interpretazione e creatività, con il movimento dei piedi, i comandi che riceve dal corpo del suo compagno.

È un ricettacolo attivo aperto ai comandi, mi viene quindi in mente Centaury.

Nella Milonga (la sala dove si balla il Tango), gli Uomini e le Donne sono separati prima di iniziare a ballare.

È La Donna che sceglie il Compagno, attraverso un gioco di sguardi.

Quindi in questa prima fase è lei che decide.

Il Tango è una danza che coinvolge interamente la coppia, ci si affida al compagno, quindi sicuramente Water Violet; mi viene in mente ancora Larch per la fiducia in se stessi, nella propria creatività, e per l’agitazione e la paura di sbagliare.

Il Tango era per gli immigrati e gli esuli la possibilità di dimenticarsi le difficoltà del presente e di sognare un futuro migliore.  Per questo potremmo associarlo anche a Walnut, per ascoltarsi, mettersi sul proprio cammino, aprirsi e liberarsi del passato.


Perché consiglieresti il Tango?

Una via per sperimentare ed esplorare i ruoli dell’uomo e della donna, un re-imparare a sentire non con la mente che mente, ma con il cuore che non mente mai.

Il tango come ricerca e tentativo attraverso due corpi di essere Uno, in Armonia con il Tutto.  


Camilla

 

 

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