5 Arcani su cui riflettere

Oggi leggevo  un passo dell’ultimo libro di Giovanni Pelosini, da qui la mia riflessione su cinque Arcani.
Parto dall’Appeso fino ad arrivare alle Stelle.

Cinque carte, numero  simbolico  che porta alla rigenerazione.

Buona lettura, se mi volete seguire in queste mie riflessioni. E sono beneaccetti tutti i vostri commenti...

Si nasce a testa in giù come appunto la carta dell’Appeso. Vediamo il mondo da una prospettiva diversa. La testa è illuminata, sta per arrivare una rivelazione.

 

Subito dopo arriva la carta della Morte, un Arcano di transizione. Lasciamo tutto per passare a un nuovo stato, con la sola speranza, illustrato in un angolo della carta, di una nuova alba.

 

Lasciamo il nostro vecchio corpo, ma non la nostra essenza, che passa al prossimo corpo.
L’unico bagaglio che possiamo portare con noi, summa di tutte le nostre esperienze passate.

Diversa è l’anfora che ci conterrà, ma il liquido che accoglierà sarà il medesimo. Questo ci insegna la carta della Temperanza.

 

Ma poi arriva la carta della Distruzione, la Torre che così tanto spaventa.

Qual è il motivo?

Mi è venuto in aiuto il nuovo mazzo di carte felino di Jodorowskj.

Dopo la distruzione c’è sempre la ricostruzione, o così dovrebbe essere.  

Per chi non conosce questo mazzo, un albero viene colpito dal fulmine, e due gatti scappano scegliendo percorsi alternativi. Scappano, non precipitano. 

 

 

Perché trovano nuovi percorsi alternativi, immaginano nuove prospettive e le realizzano. La luce del fulmine è la luce dell’attesa della nascita dell’Appeso.

 

La promessa di una nuova vita, che infine si realizza nella carta delle Stelle

Una nuova alba, una promessa di un nuovo giorno.  

La fanciulla della carta è nuda, perché ha lasciato tutto dietro di sè. Nel centro del cuore e della carta, c’è una stella, la nostra voce interiore, che dovremmo sempre seguire. 

E non sempre facciamo, ahimè.

 

Un nuovo ...Perché.
Troppa paura, troppa sfiducia in noi stesssi, troppa....

 

E con questa ultima domanda, vi lascio e torno alle mie meditazioni estive

 

Camilla

 

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Don Abbondio o Eremita?

Questa mattina mi telefona una mia anziana parente e chiacchierando, mi racconta che deve fare un’operazione perché vede  sempre meno.

Poi commenta ”Conosco tantissime persone che vedono sempre meno. E’ la malattia di questo secolo”

Questa frase mi ha colpito molto… “la gente vede sempre meno”.

Per me, che credo fermamente che ogni sintomo è un disagio psichico che si esprime nel fisico,  mi fa riflettere.

Don Abbondio e i Bravi (A. Manzoni, I Promessi Sposi)
Don Abbondio e i Bravi (A. Manzoni, I Promessi Sposi)

A chi non succede a volte di scegliere di non voler vedere quello che ci circonda, per quieto vivere o per paura.

Tanti, troppi  scelgono di essere ciechi, di non vedere.

Si chiudono nella loro quotidianità e sopravvivono alla vita, non trovando abbastanza coraggio per affrontarla.

Ci si trasforma in tanti don Abbondio per comodità

 

"Il nostro Abbondio, non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s’era dunque accorto, pria quasi di toccar gli anni della discrezione, d’essere, in quella società come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro." 

 

Ma dove si può trovare il coraggio?

Bella domanda!

Me la sono posta anch’io tante volte!

 

La mia risposta è di uscire dalla quotidianità, conoscendo gente nuova, imparando ad ascoltare, insomma vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Trovare il coraggio di scegliere e combattere la propria battaglia, non solo sui Social.

 

Semplicemente anche imparando a dire di NO.

Eremita_Linus  by Shultz
Eremita_Linus by Shultz

Dovremmo prendere esempio dall’Eremita dei Tarocchi e scendere in strada, con una piccola luce per cercare il nostro percorso.

Preparando il prossimo corso sui Tarocchi, mi sono imbattuta In questo Eremita.

Lo riconoscete?

Linus è il filosofo delle strisce di Shulz. Nel disegno cerca arditamente la sua strada, ha una luce e un fagottello (probabilmente la sua coperta, non se ne separa mai).

 

Nonostante le sue paure, continua coraggiosamente a cercare, costruendo magnifici castelli di sabbia e dipingendo enormi quadri semplicemente disegnandoli con un dito.

 

L’Eremita è il Matto dopo un tratto del suo cammino, felice di aver preso la strada, ma anche consapevole di quello che deve affrontare.

 

Personalmente preferirei essere l’Eremita piuttosto che don Abbondio.

E voi?

Camilla

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Fiori di Bach & Tarocchi

Ieri, per il Gruppo gli Amici di Edward, ho tenuto un incontro su come utilizzo i Tarocchi nelle consulenze con i Fiori di Bach.

Vi riporto il bellissimo commento scritto da Maria Chiara Verderi, organizzatrice di questo ciclo di eventi dedicati ai Fiori di Bach.

 

 

GLI AMICI DI EDWARD – 3° incontro - 13 dicembre 2015

FIORI DI BACH E TAROCCHI – Camilla  Marinoni

 

Ci siamo incontrati domenica pomeriggio per ascoltare Camilla Marinoni parlarci del suo metodo di lavoro che integra l’utilizzo dei Fiori di Bach con la sua profonda conoscenza dei Tarocchi.

 

Gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, inizialmente usati come un semplice gioco di carte, sono in realtà raffigurazioni di immagini che parlano all’inconscio di ciascuno di noi grazie ai simboli, ai colori e alle figure archetipiche in essi raffigurate.

Camilla invita le persone a leggere i propri Arcani intuitivamente, anche senza averne alcuna conoscenza.

 

Abbiamo provato con lei a pescare ciascuno una carta e a tentarne una interpretazione. Inaspettatamente la stessa carta evocava emozioni e sensazioni differenti in ciascuno di noi ed è proprio questo il concetto su cui si basa il suo sistema di lavoro.

 

Grazie agli Arcani ogni persona si trova a raccontare una storia, ad evocare impressioni ed emozioni, a provare simpatia, ripulsa o disagio davanti ai simboli della carta. Grazie alle sensazioni che ogni carta evocava in noi, Camilla ci ha aiutati a capire cosa ci turba o quale sia il momento che stiamo vivendo o la prova che siamo in procinto di affrontare, le nostre paure o l’entusiasmo con cui ci stiamo rapportando alla vita in questo preciso momento.

 

Capita a volte che si faccia fatica a mettere a fuoco il disagio che proviamo, siamo tutti bravissimi a far finta che tutto vada bene o a non voler vedere alcune sfaccettature della nostra vita che andrebbero modificate, magari anche solo di poco.

Raccontare cosa ci evocano i simboli degli Arcani può aiutarci a guardare con più chiarezza dentro noi stessi, comprendere l’emozione che ci muove e aprirci al messaggio che faticavamo a percepire.

Una volta individuato quale sia veramente il disagio che ci disturba, sarà semplicissimo, grazie al metodo originale del dott. Bach, trovare i Rimedi veramente utili in questo momento.

 

Il metodo originale del dott. Bach prevede che il cliente venga aiutato a individuare quale siano gli stati d’animo che disturbano nel momento presente. I Fiori non individuano “difetti” e non mettono etichette ma aiutano a mettere in equilibrio le emozioni che provocano disagio o dolore. Nel momento in cui insieme si è riusciti a mettere a fuoco cos’è che procura dispiacere si comporrà, sempre insieme, il bouquet di Fiori perfettamente adatto al momento che si sta attraversando.

 

 

I Tarocchi possono essere uno strumento davvero illuminante per quelle persone poco avvezze all’introspezione o a riconoscersi cedimenti oppure per quei momenti in cui le emozioni sono così forti da confondere e far perdere la lucidità. 

 

Maria Chiara Verderi

 

P.S. Se volete conoscere le altre date in cui parlerò di Fiori di Bach & Tarocchi, date un occhiata al mio Calendario

 

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