Charlotte Salomon

Charlotte Salomon
Charlotte Salomon

Oggi sono andata a vedere la mostra dedicata a Charlotte Salomon a Palazzo Reale, una giovane artista ebrea morta a ventisei anni nei forni crematori di Auschwitz.

 

Dagli anni Sessanta le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in forma antologica in alcuni importanti musei ma sino ad oggi mai in Italia...

Una mostra da non perdere!

Avevo letto qualche tempo fa un articolo su Milano più Sociale, e mi aveva colpito l'opera di questa giovane donna che per non impazzire e suicidarsi, come è destino di tutte le donne della sua famiglia, dipinge e scrive.

 

Questa giovane artista racconta la sua vita in 800 sue tempere: un lungo racconto pittorico integrato da dialoghi teatrali, intersezioni letterarie e indicazioni musicali, dal titolo Leben? Oder Theater? (Vita o teatro?)

Il punto focale della sua vita è quando il nonno le rivela che buona parte della loro famiglia si è  suicidata per motivi di depressione, di cui anche lei soffre.

Vive una profonda disperazione, finché qualcuno (scusate, non mi ricordo chi), le dice di rappresentare la sua vita nella pittura, perché,

“Devi prima capire te stesso per poterti reinventare” 

 

Charlotte lavora per mesi, notte e giorno, dipingendo 1325 tavole, da cui poi fa una cernita.

A fine settembre 1942, viene tradita e arrestata dalla Gestapo, quindi portata ad Auschwitz, dove forse lo stesso giorno viene gassata.

Aveva ventisei anni ed era incinta del suo primo figlio.

 

Dopo la guerra, le sue tavole vengono spedite da un’amica ai suoi genitori, che decidono di regalarle Jewish Historical Museum di Amsterdam.

Di lei non mi ha colpito solo la sua arte (per quanto molto avvincente), ma la ricerca di se stessa. E lo fa nel mio stesso modo, o quasi.

Io scrivendo, lei dipingendo.

Un'analisi profonda del proprio Io, del perché di un’eredità di suicidi nella propria famiglia, per arrivare ad una ricerca delle proprie radici.

Parallelamente racconta neii suoi disegni la tragedia di essere ebrea berlinese durante il periodo nazista.

Ne esce un quadro di una donna estremamente viva e intensa.

Che mi lascia una con una domanda di cui personalmente non ho ancora trovato risposta

La vita è reale o è solo teatro, cioè finzione?

Mi ha talmente colpito la sua storia, che ho googlato per saperne di più, e ho trovato un'intervista a David Foenkinos. Anche lui ne era ossessionato, e ha scritto un libro sulla sua storia.

 

Charlotte Salomon lascia un segno a chi la incontra sulla sua strada, e sono convinta che attraverso le sue opere lei vivrà sempre.

 Camilla


0 Commenti

Il potere terapeutico degli Animali

"La Pet Therapy rappresenta una potenzialità unica di crescita personale per ognuno di noi perché fa leva sulle emozioni suscitate dalla presenza di un animale per migliorare lo stato psicofisico"

Ho avuto l’occasione di ascoltare Alberto dal Negro durante una conferenza in cui presentava il suo libro “Il potere terapeutico degli Animali”.

Di Pet Therapy ne sapevo poco.

Avevo letto qualcosa online:

Con il termine pet therapy, o anche zooterapia, generalmente si intende una terapia "dolce", basata sull'interazione uomo-animale, che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.
Wikipedia

 

L’argomento m’intrigava, e questa è stata l’occasione di saperne di più.

Mi ha subito conquistata la passione di Alberto nel raccontare la sua storia, e come era arrivato alla pet Therapy.

Ovviamente ho acquistato subito il suo libro.

Pensavo di leggere un saggio che parlasse dell'argoemento in modo didattico, mentre sono stata piacevolmente sorpresa di come il libro racconti di esperienze, emozioni dei conduttori e di storie reali di persone e animali.

Mi ha colpito l'attenzione mostrata tra le pagine per tutti quelli che partecipano alle sessioni, che siano pazienti, le loro famiglie, gli accompagnatori, ma sopratutto anche gli animali. 

 

L’ho letto come se fosse un romanzo avvincente, versando su alcune storie non poche lacrime di commozione.

E' un libro che consiglio a tutti quelli che amano gli animali e che credono nel loro potere terapeutico.

Voglio finire con alcune righe tratte dall'ultima pagina del libro:

 

Viviamo in un mondo meraviglioso e cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo affinché tutti possano avere questa stessa nostra visione e viverla insieme a noi almeno per un breve tratto. 

 

Una riflessione importante.

Un compito che anch'io voglio fare mio.
Posso farcela a dare un contributo in questa vita per fare la differenza?

 

 

Camilla

Il Lupo e il Filosofo

Spesso io sono in astinenza da libri, e quando mi arriva un buon suggerimento, ho voglia di condividerlo poi con il mondo intero.

E' il caso di questo saggio scritto da Mark Rowlands "Il Lupo e il Filosofo", lezioni di vita dalla natura Selvaggia.

La persona che me lo ha consigliato, era stupita che non lo avessi ancora letto.

Ecco il perché...

Questa è la trama:

Mark Rowlands, giovane e inquieto docente di filosofia in un'università americana, legge per caso su un giornale una singolare inserzione, si incuriosisce e risponde. Qualche ora dopo è il padrone felice di un cucciolo di lupo, a cui dà nome Brenin ("re" in gallese antico).

Per undici anni, sarà lui la presenza più importante nella vita del professore, che seguirà ovunque: assisterà alle sue lezioni acciambellato sotto la cattedra, incurante degli iniziali timori e del successivo entusiasmo degli studenti, ne condividerà avventure, gioie e dolori, lo accompagnerà nei suoi spostamenti dall'America all'Irlanda alla Francia, dove Mark si trasferisce dopo aver troncato quasi ogni legame con i suoi simili.

E sarà, soprattutto, una fonte continua di spunti di riflessione e idee filosofiche perché, contrariamente allo stereotipo che ne fa un emblema del male, della ferocia, del lato oscuro dell'umanità, il lupo è per Rowlands metafora di luce e di verità, la guida per un viaggio interiore alla scoperta della propria più intima e segreta identità: "Il lupo è la radura dell'anima umana... svela ciò che rimane nascosto nelle storie che raccontiamo su noi stessi".

La sua natura selvaggia e indomabile, infatti, rivela a chi gli sta accanto un modo di vivere e di fare esperienza del mondo non solo radicalmente diverso da quello degli uomini, ma forse anche più autentico e appagante perché immune da doppi fini, da ogni atteggiamento di calcolo e manipolazione.

 

Questo libro mi ha mostrato una visione diversa di come deve essere la vita con un cane, o con qualunque altro animale. Non so voi, ma io passo la vita a vivere nel futuro, e raramente godo il momento presente. Sono sempre in attesa che avvenga qualcosa che la possa migliorare, e non mi fermo mai.

Gli animali, molto più saggi di noi, vivono il momento presente, il Qui e Ora, godendo ogni istante della loro felicità, non inquinandola con qualcosa che potrebbe venire (forse).

Scusatemi, io non sono una filosofa, non so spiegarmi meglio, per questo vi consiglio la lettura di questo libro.

Fa riflettere...

 

Camilla

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0 Commenti